Transizione 1986

to il funzionamento appunto della democrazia in America Latina. Un filo comune di pensiero riunisce dunque autori così diversi come P.M. Arcaya, A. Edwards e Garcìa Calderon; L.A. Yarraga- ray e E. Rabosa, J. Gii Fortoul e C.O. Burge: l ’ idea che le istituzioni liberal-democratiche sono europee, cioè straniere, che sono soppiantate con istituzioni non liberal-democratiche, ma na- zional-latinoamericane. Ma questo pensiero viene paradossalmente a saldarsi — e su questo si deve ancora indagare — anche con quello dei marxisti terzointernazionalisti, che raccolgono in chiave leninista stalinista la critica anti istituzionale e anti liberal-demo- cratica che fu propria di buona parte del marxismo della seconda Internazionale — ma anche della tradizione anarchica 13 . Schematizzando al massimo, possiamo dire che, negli anni ’ 30, per il marxista latinoamericano l ’ istituzionalità democratica bor ghese appare ridotta all ’ inafferrabile dimensione astratta della “ sovrastruttura ” , emanazione mistificatrice che il potere secerne per legalizzare l ’ ineguaglianza e i processi di sfruttamento 24 ; per l ’ oligarchia conservatrice è un ’ ostacolo all ’ esercizio coatto, ex tra-giuridico, e pertanto illimitato del proprio potere; per le mas se inurbate e in via di “ modernizzazione ” — per non parlare dell ’ immensa maggioranza che rimane ancora ai margini del siste ma — protagoniste degli incipienti movimenti populisti, la demo crazia rappresentativa è una democrazia limitata che appare del tutto inessenziale nello stabilire il rapporto diretto popolo-leader carismatico , opportunamente gestito dal Partito dominante o unico e/o dal Sindacato oficialista, i veri pilastri dei processi populisti di modernizzazione. Abbiamo visto dunque come negli anni ’ 30, quelli della “ deca de infame ” in Argentina, o dell ’ esaltazione della “ dictadura vitali- cia ” di J. Vicente Gómez in Venezuela, la critica delle istituzioni democratico-borghesi appare come causa e conseguenza insieme del riconoscimento della dittatura come ipotetica unica forma di go verno propriamente, nazionalmente, latinoamericana. Nell ’ America Latina di quegli anni, una logica perversa rende funzionali gli aspetti di teoria politica con l ’ esercizio dell ’ effettività istituzionale. L ’ inesistenza di una pur rudimentale democrazia economica sembra confermare l ’ impossibilità di una democrazia politica; il divieto permanente all ’ uso, da parte della maggioranza, della de mocrazia politica accompagna e perfeziona le pratiche — persino extra-giuridiche — dello sfruttamento a oltranza. Incapace di comprendere il legame tra momento economico e momento istitu 119

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