Transizione 1988

paese potesse mantenersi una misura sopportabile di soddisfaci mento dei bisogni essenziali, in quale maniera e con quali costi lo si potrà chiarire affrontando il problema dell'evoluzione econo mica. In ciò ha visto una garanzia per conservare la «tranquillità sociale» e per gli stessi motivi ha dovuto, quindi, sopportare una situazione che ha permesso a determinati strati sociali redditi non legali, profitti dovuti alle carenze dei servizi e alle insufficienze del mercato normale. Stampa, cinema, teatro, radio e televisione sono stati sottoposti a una censura tanto severa da rendere impossibile qualsiasi novità di rilievo. Direttori e redattori dei mezzi di comu nicazione di massa sono stati considerati responsabili della pubbl icazione o della messa in onda di «materiali difettosi». Conformi smo e consenso con il regime: questo il criterio per le ricompense. Parte della giovane generazione doveva venire demoralizzata ren dendo possibili carriere più rapide, laddove l'epurazione aveva reso liberi impieghi e funzioni e ad essa è stata, a volte, resa più facile l'acquisizione dei necessari titoli di studio. Gli avanzamenti di grado sono stati accompagnati da vantaggi e privilegi oltre la norma (in fatto di stipendi, di premi per l'impegno sociale o pub blico a favore del regime; in fatto di assegnazione di alloggi, di ap provvigionamenti privilegiati e così via). Il regime ha teso a co struirsi una base di sostegno, mentre il problema fondamentale e- ra quello di garantirsi la passività della società nel suo complesso. A questo punto occorre soffermarsi sul terzo aspetto della «po litica della normalizzazione», che spesso sfugge all'attenzione de gli osservatori meno avvertiti: la compromissione dell'ideologia dominante, che di per sé dovrebbe essere strumento di mutamenti positivi, di innovazione nella società. Si possono, certo, discutere le qualità del marxismo o, se si vuole, del marxismo-leninismo in quanto sistema ideale. Ma nessun critico di questa ideologia può negare un dato di fatto: negli anni Sessanta, in Cecoslovacchia, il marxismo, sia pure in maniera parziale, risultava aperto alle acqui sizioni della scienza, veniva utilizzato per legittimare le riforme. I documenti programmatici della «primavera di Praga» furono elaborati partendo dalla base ideale del marxismo, poggiavano su una prospettiva di evoluzione socialista. E nello stesso tempo il rinascimento del marxismo era utilizzato come strumento per la battaglia contro le concezioni staliniane, neostaliniane o conser- vatrici-totalitarie. Per questo, successivamente al 1968, il nuovo gruppo al potere ha voluto interrompere quella tendenza, ha vo 98

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