Transizione 1988

do forse il fattore principale. Il sostegno di massa al «socialismo dal volto umano» in Cecoslovacchia non ebbe precedenti nell'Eu ropa orientale, così come senza precedenti fu l'entità del sostegno politico al Partito Comunista come agente del cambiamento. Cer tamente non si portà mai sapere cosa sarebbe accaduto se si fosse lasciato che la «rivoluzione interrotta» in Cecoslovacchia avesse fatto il suo corso, ma così come stanno le cose essa passerà alla storia come il punto più alto del «comuniSmo riformatore» o del «revisionismo» inteso come corrente politica ed ideologica mirante a trasformare il «socialismo reale» in un sistema economicamente valido e sociopoliticamente progressivo dall'interno, sulla base del marxismo critico. 2. Per queste ragioni, la repressione della «primavera di Praga» ha infetto un colpo terribile (molti diranno fatale) all'idea di riformare il «socialismo reale». Fra le conseguenze più o meno dirette di que sta repressione, si possono menzionare: a) La repressione di sviluppi simili (o potenzialmente simili) in altri paesi dell'Europa orientale. Ciò è particolarmente vero per la Polonia, dove la gravità della repressione contro gli studenti e gli intellettuali nel marzo 1968 fu motivata ampiamente dal timore di una possibile diffusione della «malattia cecoslovacca». Questo ti more a sua volta — come ho avuto occasione di scrivere su Rina scita nel 1971 — è diventato uno dei fattori che hanno portato al sanguinoso massacro degli operai dei cantieri navali della costa baltica nel dicembre 1970 — uno degli episodi più vegognosi della triste storia di un sistema che si definisce proletario. b) L'arretramento rispetto al programma di riforma economica (oltre che nella Cecoslovacchia stessa, anche in URSS, in Bulgaria e nella RDT) o — nel caso dell'Ungheria — una limitazione ancor più marcata della riforma al solo aspetto economico. c) La stroncatura della corrente «comunista riformatrice» o «revi sionista» precedentemente menzionata. Molti diranno semplice- mente che il soffocamento della «primavera di Praga» significò praticamente la fine politica di questa corrente nell'Europa orien tale. È certamente vero che anche coloro che si ispiravano al «revisionismo» sono tornati alla strategia definita da Adam Michnik «neoevoluzionismo», che fa leva sulla pressione esterna nei con fronti dell' élite dirigente. Questa strategia ha assicurato sostanziali successi in vari paesi, in particolare in Polonia (con gli aweni- 116

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