Transizione 1988
menti del 1976 e del 1980 — KOR, Solidamosc), in Cecoslo- vaccchia (Cbarta 77), in qualche misura in Ungheria, più recentemente forse anche in URSS — dando vita a molteplici for me di organizzazione politico-sociale e culturale al di fuori del controllo dello Stato monopartitico o, in altre parole, ad una inci piente nascita della «società civile». Tuttavia, l'ispirazione «revisio nista», marxista-critica, così fortemente presente nella «primavera di Praga», è oggi quasi completamente assente nell'Europa orien tale. d) Indebolimento della Sinistra nei paesi sviluppati dell'Occi- dente, per ragioni simili a quelle indicate al punto c. Naturalmen te, in questo caso il collegamento non è stato affatto diretto (tem poranea ripresa dell'estrema sinistra e accresciuto interesse per il marxismo verso la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta), e hanno giuocato molti altri fattori (cambiamenti strutturali economico-sociali), ma tuttavia considero significative, nel lungo termine, le ripercussioni del soffocamento della «primavera di Praga», rafforzate dai successivi avvenimenti. 3. Il punto cruciale dell'attuale discussione è il rapporto fra la «primavera di Praga» e la perestrojka. La perestrojka — e mi riferisco al suo contenuto programmatico, non ai suoi effettivi pro gressi, che possono essere ostacolati da varie circostanze speci fiche — rappresenta una riabilitazione della «primavera di Praga» e va quindi accolta come un segno, deplorevolmente tardivo, ma tuttavia inequivocabile, della riscoperta della strada maestra verso il promesso futuro socialista? Nel senso letterale dell'espressione, con la parola «riabilitazione» intendo dire che la perestrojka am mette la validità delle idee della «primavera di Praga». Questo è particolarmente vero per il riconoscimento dell'interconnessione fra il cambiamento politico e quello economico, della democra tizzazione come condizione indispensabile del successo della ri forma economica. Per quanto riguarda la riforma economica, l'estensione e il gra do del riconoscimento della sua urgenza hanno probabilmente superato i sogni più ambiziosi dei riformatori di vent'anni fa: nel campo riformatore, spesso in prima fila, si trovano i due giganti, la Cina e l'URSS, che in un passato non così lontano cercavano di gareggiare accanitamente fra loro nella fedeltà al vecchio sistema dirigistico di pianificazione e gestione. Questo voltafaccia è stato 117
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