Transizione 1988

esprimermi, entro gli schemi della «primavera di Praga»... 5. Non è possibile, né necessario dal mio punto di vista, tentare di esaminare, in questa sede, i fondamenti logici di una tale immersione radicale nelle logiche di mercato delle economie del «socialismo reale», discutere le probabilità di una sua realizzazione o prendere in considerazione le soluzioni alternative alle crescenti difficoltà economiche. Quel che a ogni modo a me pare importante, è considerare le implicazioni che una autentica immersione radicale nelle logiche di mercato potrebbe avere per il concetto stesso del socialismo. A mio avviso le implicazioni sono molto profonde: esse richie derebbero una completa revisione di almeno tre maggiori istituti o princìpi finora considerati caratteristiche inalienabili del socia lismo. a) La proprietà pubblica dei mezzi di produzione. In questione qui non è soltanto la necessità di accettare il settore non pubblico (privato, cooperativo, e semi-privato, vale a dire tutte le forme di concessione di lavoro in appalto, possesso immobiliare, ecc.) co me una componente legittima permanente del sistema, incluso il diritto a competere con il settore pubblico su un piede di parità (economia genuinamente mista). È in questione in primo luogo la necessità di rendere le imprese pubbliche (statali e municipali) pienamente indipendenti, sia nelle decisioni correnti, sia in quelle di investimento, allo scopo di consentire loro di operare nelle asprezze del mercato, incluse quelle del mercato dei capitali. Ciò implica la separazione dello Stato come proprietario delle im prese, e la piena separazione delle imprese pubbliche l'una dal l'altra. Questo sistema in effetti si avvicinerebbe molto di più alle «comuni» di Eugenio Duhring che non all'economia pubblica inte grata postulata da Engels nella sua polemica contro Duhring. b) La pianificazione centralizzata. Il termine può essere usato in modi diversi, ma se interpretato rigorosamente come determina zione anticipata della dinamica e della futura struttura fisica del l'intera economia, o nei dettagli (sistema dirigistico) o negli aggre gati («pianificazione centrale con meccanismo di mercato rego lato»), la pianificazione centralizzata non ha posto nelle condizio ni di una piena e radicale immersione nelle logiche di mercato. Naturalmente, occorre lasciare spazio alla politica macro-econo mica e sociale dello Stato, e ciò dovrebbe includere non solo le 121

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