Transizione 1988

nettamente l'universalità dei princìpi democratici contro ogni for ma di totalitarismo, anche illuminato, le vie del riavvicinamento fra il PCI e la socialdemocrazia italiana e internazionale rimar ranno bloccate» 13 . Come si è visto fin qui, HruSCév non si sforzò di dare molte giu stificazioni teoriche all'intervento sovietico in Ungheria, che met teva a soqquadro alcune delle più importanti conquiste del XX Congresso. Vale perciò la pena di citare la giustificazione che ne dette Paimiro Togliatti all'VIII Congresso nazionale del PCI, apertosi a Roma l'8 dicembre 1956, in un discorso nel quale parlò apertamente di «premessa della controrivoluzione», di «azione del nemico di classe», di concentrare «il fuoco contro il nemico», con un linguaggio che, a più di trent'anni di distanza ricorda molto più quello dell'epoca staliniana e dei processi di Mosca, le cui vittime, allora condannate anche da Togliatti, sono state tutte riabilitate nel nuovo regime di perestrojka, che il linguaggio impregnato di glas- nost' usato oggi da GorbaCèv. Parlando dell'intervento sovietico in Ungheria Togliatti affer mò fra l'altro: «Nel giudicare i fatti di recente accaduti noi poniamo quindi l'accento, prima di tutto, sugli errati indirizzi politici, troppo a lungo seguiti e non corretti a tempo, e sull'aberrante me todo della loro denuncia fuori dal partito, distruggendo l'unità e la forza del partito stesso. .. Così si è giunti a quella situazione che ha reso inevitabile, come una dura necessità, l'intervento sovietico per sbarrare la strada a ciò che sarebbe stato peggio di tutto, al fa scismo e alla guerra, cioè per adempiere non soltanto un dovere di classe, ma un dovere verso tutte le forze della democrazia e della pace». Ci siamo soffermati più a lungo sui fatti d'Ungheria perché in essi ci sembra si debbano ricercare le matrici politiche, ideologi che e strategiche della cosiddetta «dottrina BreZnev». Tuttavia, l'in tervento in Ungheria, per quanto pesante, è almeno in parte il frut to di un'improvvisazione di HruSCèv, con un gruppo dirigente so vietico diviso, pronto a rimproverargli in ogni momento il suo Rapporto segreto al XX Congresso, con il suo furore iconoclastico antistaliniano — causa non ultima, questa, della freddezza che sempre Togliatti manifestò nei suoi confronti — pronto, come si vedrà, un anno dopo, a tentare di rovesciarlo in seno al Politburo. L'intervento in Cecoslovacchia non è invece un'improvvisazione. Era pronto, in caso di necessità, fin da sei mesi prima, qualora la

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