Transizione 1988

situazione cecoslovacca fosse precipitata, come in Ungheria nel 1956. Per la verità, la «primavera di Praga», pur manifestando un gran de fervore politico e ideologico, non minaccia mai di condurre ad un pluralismo di partiti tradizionali del tipo di quelli ungheresi; non punta mai esplicitamente né all'uscita dal Patto di Varsavia né alla neutralità, se non in qualche scatto individuale. Sono ormai trascorsi dodici anni dopo i fatti d'Ungheria e i comunisti cechi sanno quello che si può e quello che non si può fare nel Patto di Varsavia. Ma i sovietici non vogliono essere colti di sorpresa: BreZnev non è HruSCèv e non vuole correre rischi. Semmai, saran no i cecoslovacchi ad esserlo. Pensavano che dopo dodici anni anche l'URSS, sebbene governata da Breznev, fosse cambiata. Sarà lo stesso Dubcek a dichiarare dopo l'invasione: «Dichiaro sul mio onore di comunista che non ebbi alcun sospetto né alcuna indicazione che qualcuno volesse prendere quei provvedimenti contro di noi; ... che mi facessero questo dopo che avevo dedicato la mia intera esistenza all'Unione Sovietica è la tragedia della mia vita» 14 . Forse perché l'intervento per porre fine alla «primavera di Praga» è stato premeditato a lungo, l'Unione Sovietica sente il biso gno, questa volta, di fornire, sia pure in ritardo, giustificazioni i- deologiche e politiche. Nasce così la «dottrina Breznev», come è stata battezzata all'estero, o della sovranità limitata, sulla base di una serie di dichiarazioni apologetiche, quasi che tale forma d'in tervento fosse stata occasionale e dovuta a infrazioni di estrema gravità 15 . Citiamo quindi la principale fonte teorica di questa dottrina, ossia l'articolo del Prof. Kovalov sulla Pravda del 26 settembre 1968, un mese circa dopo l'intervento militare in Cecoslovacchia. «L'indebolimento di qualunque vincolo nel sistema socialista mondiale colpisce direttamente tutti i paesi socialisti, i quali non possono rimanere indifferenti quando ciò si verifichi. Perciò, quando parlavano del diritto delle nazioni all'autodetermina zione, gli elementi antisocialisti in Cecoslovacchia mascheravano una rivendicazione di cosiddetta neutralità e il ritiro della Cecos lovacchia dalla comunità socialista. Tuttavia, l'attuazione di una autodeterminazione di quel tipo, o, in altri termini, il distacco della Cecoslovacchia dalla comunità socialista avrebbe contrastato con gli interessi vitali della Cecoslovacchia e sarebbe stato dannoso 132

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