Transizione 1988
o di avere una piattaforma di lancio per un eventuale intervento nel Golfo; o chi vi ritrova elementi comuni alla politica della Russia e della Gran Bretagna nel secolo scorso 18 . Comunque si giudichi tale intervento, esso presenta più analogie con altri interventi im perialistici che con una qualunque delle forme d'intervento negli affari interni delle nazioni europee aderenti al Patto di Varsavia 19 . Vi era perciò da aspettarsi che, un giorno o l'altro, fatti salvi gl'interessi strategici dell'unione Sovietica in quell'area GorbaCèv si accingesse a liquidare ogni coinvolgimento di tipo breznevia- no, in quella come in altre aree. La stessa Polonia doveva trarne un beneficio, nel senso che la pressione sovietica sembrava desti nata a lasciare maggiore spazio all'iniziativa comunista interna per risolvere la crisi o per lo meno per contenerla entro limiti tali da non riaprire la strada ad altre avventure di tipo cecoslovacco. Se ne ha un segno abbastanza esplicito nella presa di posizione di Gorbacèv al Congresso del partito polacco, nel giugno 1986, dove dichiara fra l'altro 20 : «Il socialismo si manifesta ora come una realtà internazionale, come un'alleanza di Stati strettamente legati da interessi politici, economici, culturali e difensivi. Il minacciare il sistema socialista, il tentare di nuocergli dall'esterno e di strap pare un paese dalla comunità socialista significa non solo violen tare la volontà del popolo ma anche l'intero assetto post-bellico, e, in ultima analisi, la pace». Tutto è qui riportato alla solidarietà all'interno delle alleanze e in definitiva all'equilibrio fra le medesime in Europa. Questo non vuol dire che Gorbacèv sia indifferente all'evoluzione che in piena autonomia un regime di democrazia popolare può compiere nei suoi assetti interni. Vuol dire però che quel tanto di perestrojka che questo regime ritiene di dovere inaugurare per risolvere i suoi problemi interni è tollerabile finché questo rinnovamento non comprometta l'egemonia del gruppo dirigente comunista all'in terno e la fedeltà di quella democrazia popolare agl'interessi stra tegici dell'Alleanza. Il che non è certamente di poco conto. Questo aspetto del problema — ossia quello che una volta si chiamava la «via nazionale al socialismo» e che viene un po' messo in sordina dopo i fatti d'Ungheria — viene meglio approfondito da Gorbaèèv in occasione di un lungo viaggio in una sede significativa, la Cecoslovacchia, in aprile del 1987. Nel discorso più organico dedicato a questa tematica, alla Casa della Cultura 21 , il leader sovietico rinnega esplicitamente i presupposti ideologici 135
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