Transizione 1988

cietà. Ne consegue l'impossibilità di procedere con quella deci sione che verosimilmente è nelle intenzioni di Gorbacèv. Il timore di una rottura degli equilibri politici esistenti ha spinto Mosca a seguire finora una linea pragmatica relativamente pru dente. Entro questi limiti la nuova politica regionale ha registrato, comunque, significativi progressi; e molti indizi fanno prevedere che sull'onda del nuovo corso portato avanti con crescente intra prendenza dai sovietici andrà facendosi sempre più incisiva. Sul piano della revisione dottrinaria il primo punto riguarda le relazioni intersocialiste. In proposito sono da registrare una serie di affermazioni espresse con rafforzata convinzione circa i valori della «parità assoluta», della «non interferenza» e del «rispetto reci proco». La comunità socialista, si sottolinea, è entrata in una fase fondata su una più effettiva cooperazione, lasciandosi indietro de finitivamente la prassi staliniana, e poi brezneviana, dei «tempi del Comintern, del Cominform e delle Conferenze internazionali vincolanti» 6 . Il tono di queste dichiarazione è stato indubbiamente influenzato dalle opinioni espresse da alcuni studiosi sovietici da tempo sostenitori dell'opportunità di realizzare un autentica partnership comunitaria. Il più significativo motivo di novità è co munque rappresentato dal riferimento espresso da Gorbacèv nel discorso di celebrazione del LXX della Rivoluzione pronunciato nel novembre del 1987, sull'opportunità di attenersi nei rapporti fra Stati socialisti «al severo rispetto della coesistenza pacifica». Tali princìpi, tradizionalmente applicabili solo ai rapporti fra Stati socialisti e capitalisti, comportano il ripudio di qualsiasi intervento nella regione del tipo di quelli condotti a Budapest nel 1956 e a Praga nel 1968. Il riferimento pecca, però, di ambiguità in quanto contestualmente si sottolinea la persistenza degli «interessi co muni del socialismo» richiamandosi agli schemi tradizionali della pratica «dell'internazionalismo socialista» 7 . Il suo rilievo resta evi dente in ogni caso. Il riferimento non certo casuale, che si ricollega a successive analoghe indicazioni, rivela la propensione al rin novamento della dottrina che coinvolge come vedremo l'applica bilità della cosidetta «dottrina Breznev». Il secondo punto oggetto dell'attenzione di Mosca riguarda il problema della delimitazione dei margini di autonomia nelle scel te di politica interna di quei regimi. Per quanto venga data una va lutazione positiva delle iniziative di sperimentazione anche po litica intraprese nei paesi europeo-orientali si conferma la preoc 141

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