Transizione 1988

gettive dello sviluppo di ogni paese e della situazione internazio nale» 11 . Sul piano multilaterale l'azione di Mosca viene condotta nel l'ambito degli organismi preposti al coordinamento comunitario: Patto di Varsavia e Comecon. Il patto di Varsavia è stato prorogato nella primavera del 1985 per un periodo di una durata di vent'an- ni. Non vi sono state per ora ristrutturazioni organizzative per cui si può ritenere che i sovietici continuino a valutarne positivamente le attività in campo politico-diplomatico e militare. Più problema tico il caso del Comecon, criticato per la sua «burocratizzazione», per il quale si continua a parlare della necessità di una razionaliz zazione delle istituzioni come condizione per rilanciarne l'ini ziativa. La cooperazione sul piano bilaterale che permette di meglio differenziare nei rapporti con i singoli paesi della regione risulta soprattutto nella fase attuale molto importante. Il settore dove si sono registrati negli ultimi anni i maggiori progressi è quello politico-diplomatico, soprattutto in relazione ai problemi della si curezza in Europa. L'iniziativa sovietica di apertura nei confronti dell'occidente iniziata nel 1986 ha permesso di superare il divario di posizioni manifestatosi fra i membri dell'alleanza del Patto di Varsavia in seguito alla linea oltranzista adottata in precedenza da Mosca. L'accordo raggiunto alla fine del 1987 che decreta lo sman tellamento dei missili intermedi dislocati sul continente europeo è stato salutato con estremo favore da tutti i membri dell'alleanza comunista. Germania Orientale e Cecoslovacchia, in particolare, dove erano stati installati missili sovietici provocando l'emergere di movimenti pacifisti, hanno giudicato la decisione molto posi tivamente. Nel sottolineare il valore dell'intesa raggiunta, Gor- ba£èv ha rilevato il contributo degli europei-orientali alla sua rea lizzazione. «Nulla di quanto è stato compiuto di positivo in questi anni è stato fatto senza la collaborazione degli alleati. Tutto è stato meditato e discusso insieme» 12. Questa attività diretta a portare avanti una nuova politica della sicurezza tende a investire tutta la vasta gamma di progetti che interessano il controllo degli arma menti (costituzione di zone denuclearizzate, moratoria per gli e- sperimenti nucleari atomici, riduzione delle forze convenzionali). Nonostante la determinazione dimostrata dai sovietici, la po litica di cooperazione nel settore economico continua ad essere caratterizzata da gravi ritardi. I ripetuti interventi di Mosca per svi 143

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