Transizione 1988
luppare attraverso l'attività del Comecon «un'integrazione dal bas so» fondata su rapporti fra ministeri e imprese non hanno portato finora ad alcun successo. L'iniziativa di Gorbacèv si è arenata di fronte all'estrema complessità di una politica di riforma che con cerne sia le istituzioni della comunità socialista, sia le strutture e- conomiche di quei paesi. Problemi di natura tecnica di difficilis sima soluzione (convertibilità monetaria, allineamento fra i siste mi dei prezzi, coordinamento dei piani) si sommano ad ostinate resistenze di ordine politico-burocratico. I paesi europeo-orientali appaiono profondamente divisi circa la linea da adottare, come dimostrano le contrastanti posizioni emerse nel corso delle ultime riunioni del Comecon. La Romania, sostenuta in qualche misura dalla Germania Orientale, porta avanti un'opposizione accanita nei confronti dei progetti di integrazione. Mosca si trova dunque in difficoltà, e può per ora solo vantare, un primo miglioramento nella qualità delle merci importate e la riduzione del deficit nella bilancia commerciale con Germania Orientale, Ungheria e Po lonia. Infine per quanto riguarda il settore politico-ideologico (non siamo in grado di presentare osservazioni pertinenti circa il settore militare) emblematico in conclusione della capacità sovietica di sviluppare un'effettiva cooperazione, c'è da sottolineare il ritmo sostenuto dei contatti fra le parti. I sovietici continuano a riven dicare una certa preminenza in quanto l'Unione Sovietica si trove rebbe, rispetto ad altri paesi socialisti, in una fase più avanzata di costruzione del socialismo. Al XXVII Congresso è stato ancora af fermato: «Il nostro paese è entrato nella tappa del socialismo svi luppato» mentre gli altri paesi socialisti si pongono «il compito di costruire il socialismo sviluppato» 13 . Questa premessa non ha mancato di suscitare qualche frizione con la Germania Orientale, i cui dirigenti accettano a fatica le tesi di un'intrinseca superiorità sovietica, senza però che si arrivasse a un confronto troppo aspro. In generale comunque i partiti della regione riconfermati, al cen tro del sistema di rapporti comunitari, portano avanti incontri ap parentemente proficui durante i quali vengono definiti i linamenti dell'azione comune. Le riunioni a livello di segretari generali, in particolare, fanno pensare a un confronto molto serrato fra sovie tici e europeo-orientali per realizzare quella che si definisce «una combinazione organica fra gli interessi nazionali e internazionali dei membri della grande comunità» 14 . * * * 144
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