Transizione 1988

contro la Cecoslovacchia, nonostante la posizione opposta della Cina (all'epoca suo alleato) e la riserva del presidente Ho Chi Min, allora già malato e allontanato della vita del partito, dominato in vece dal suo segretario generale Le Duan. Considero utile ricor dare anche come tutti i partiti comunisti dei paesi arabi (benché in maggioranza tutti in clandestinità nei loro paesi) si siano schie rati con il PCUS, accusando la «primavera di Praga» di simpatie «sioniste». Purtroppo anche i movimenti di liberazione nazionale, che hanno ricevuto aiuti sostanziali dalla Cecoslovacchia dichiarano la loro solidarietà con l'URSS e giustificano l'intervento armato contro la Cecoslovacchia (in prima fila vi sono quelli del MPLA dell'Angola e dell'OLP della Palestina). Ecco l'immagine generale della Sinistra europea e mondiale al momento dell'invasione della Cecoslovacchia il 20 agosto 1968. Siamo dunque lontani della tesi secondo cui la «maggioranza» della Sinistra era schierata con la «primavera di Praga». Ma c'è an che di più: l'approvazione della politica del PCUS da parte dei diri genti di certi partiti comunisti provoca una protesta e una conte- stazione critica da parte di molti militanti di questi stessi partiti. In molti casi i militanti, prima di tutto gli intellettuali, escono da questi partiti e in alcuni casi si arriva alla spaccatura di questi me desimi partiti e alla creazione dei nuovi Partiti Comunisti oppure di Sinistra (in Grecia, Spagna, Svezia, Australia, Venezuela e altro ve). Ma anche la solidarietà dei partiti comunisti occidentali con la «primavera di Praga» si limita alle dichiarazioni verbali; non pren dono mai l'iniziativa di organizzare manifestazioni di massa, come per il Vietnam, per la Palestina, oppure recentemente per il Nica ragua. Tutti i partiti comunisti occidentali partecipano poi nel 1969 alla Conferenza Mondiale dei Partiti Comunisti a Mosca (dove il PCI esprime le sue riserve su certe parti della risoluzione finale), ma nessuno chiede al PCUS il ritiro delle truppe sovietiche della Cecoslovacchia. Nell'aprile del 1969 cade DubCek e al suo posto viene nomi nato Gustav Husàk: comincia la «normalizzazione» con le grandi purghe del PCC (468.000 comunisti sono espulsi dal partito e molti di loro perdono anche il loro lavoro), con la repressione e peraltro con i primi processi politici: la maggioranza dei condannati è com posta da comunisti rimasti fedeli alle idee della «primavera di 159

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