Transizione 1988
Praga», come Sabata, Hubl, Cerny, Tesar e molti altri. La Sinistra occidentale si trova davanti al dilemma relativo al suo modo di comportarsi: accettare il faitaccompli oppure sostenere la nuova opposizione al regime di normalizzazione, in particolare quella socialista e di Sinistra. È un periodo triste, perché la maggioranza dei partiti comunisti e anche social-democratici si adatta alla nuo va situazione e cerca un accordo con la direzione sovietica di Breznev anche al prezzo di «dimenticare» l'invasione del 1968 e la repressione. Solo il Partito Socialista Francese sotto l'iniziativa personale di Mitterand organizza nel 1973 un convegno inter nazionale sulla «primavera di Praga» a Parigi e offre la sua tribuna agli esuli socialisti cecoslovacchi. Il Partito Socialista Italiano (PSI) per iniziativa di Bettino Craxi protesta contro la repressione e esprime la sua solidarietà all'opposizione socialista cecoslovacca offrendo un sostegno materiale alla creazione, a Roma, del suo giornale Listy. Il PCI organizza — dieci anni dopo la «primavera di Praga» — un convegno senza la voce dei protagonisti di quell'epoca, ma neanche del PCC «normalizzato». Posso confi darvi, che DubCek era già pronto — dieci anni fa — a dare un'inter vista a l'Unità, ma la sua offerta non era stata all'epoca accolta. Uno dei principali dirigenti della «primavera di Praga», membro del politbyro del PCC e un vecchio comunista e combattente in Spagna, Dr. FrantiSek Kriegel era pronto — dopo la sua espul sione dal politbyro, dal CC e poi dal PCC — a venire in Italia, a condizione che fosse invitato dal PCI. Aspettava invano. Posso raccontare molti episodi dell'epoca, quando certi dirigenti comu nisti, anche molto stimati da me, come Giorgo Amendola, hanno tentato di convincermi a non parlare pubblicamente di quanto succedeva in Cecoslovacchia e nell'URSS. Ma, fortunatamente, quei tempi sono passati. Oggi, il PCI e i suoi giornali l'Unità e Rinascita offrono le loro pagine ai compagni cecoslovacchi del 1968, condannati nel loro paese al silenzio. Il fatto stesso che que sto convegno sia stato organizzato insieme dall'istituto Gramsci e dalla Fondazione Nenni e con la partecipazione di esponenti po litici di primo piano del PCI e del PSI dimostra quanto la situazione si sia sviluppata in senso positivo. Non c'è dubbio che un grande impulso a questi cambiamenti venga con la nuova politica di Gorbacèv in URSS. La perestrojka e la glasnost' vanno nella stessa direzione della «primavera di Pra ga», anche se ci sono differenze, che risultano dalla condizione 160
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