Transizione 1988

dante l'obbligatorietà per tutti i partiti comunisti di far proprio il punto di vista dell'URSS , le cui scelte dovevano essere considerate «scelte di campo» valide per tutti. Per la prima volta — si pensi per cogliere in tutte le sue novità e nelle sue implicazioni quel che era accaduto nel 1956 nei giorni dell'intervento in Ungheria — un gruppo di partiti comunisti (e tra questi, oltre a quello cinese e a quello rumeno, e cioè di un paese del Patto di Varsavia, i maggiori del mondo capitalistico, da quello italiano a quello francese, a quello giapponese) assumeva posizioni non solo diverse ma critiche nei confronti dell'atteggiamento sovietico, esprimendo nel contempo, sia pure in forme diverse e non in tutti i casi, soli darietà politica nei confronti di una realtà — un partito, un gruppo dirigente, un programma — che l'URSS riteneva necessario com battere. Non è male ricordare ancora non solo che i partiti comu nisti che hanno assunto subito una posizione critica nei confronti dell'URSS sono stati almeno venti, ma che situazioni del tutto nuo ve, con l'apparizione di forti minoranze contrarie all'intervento militare — dalle quali attraverso un processo di scissioni nasce ranno in più di un caso nuove formazioni politiche — si crearono anche in altri partiti (quello finlandese, quello austriaco, quello greco, quello venezuelano ecc.). Naturalmente non tutti i partiti, o i gruppi prima indicati, presero posizione sui fatti cecoslovacchi con le stesse motiva zioni. Non si possono certamente mettere sullo stesso piano le posizioni cinesi, rumene, italiane, spagnole. È però possibile indi care un gruppo di partiti che assunse posizioni sostanzialmente omogenee. Per quel che riguarda in particolare l'Europa occi dentale è del tutto giustificato, poi, affermare che in quell'estate del 1968 ha preso corpo quel processo di aggregazione che dieci anni dopo si chiamerà «Eurocomunismo» e che avrà vita breve e difficile ma che rappresenta certamente tuttavia — accanto ad altri che hanno avuto a protagonisti nello stesso periodo alcuni partiti socialisti e socialdemocratici — un momento significativo nella formazione di quella Sinistra europea che, per quanto incerta e labile, è però espressione oltreché di una realtà in formazione, di una esigenza assai ampia. Non è il caso qui di elencare — è stato fatto più volte — quante idee — sul nesso di democrazia-socialismo ma anche sulla gover nabilità delle società complesse degli anni della «rivoluzione tec nico-scientifica» — nate a Praga nel 1968 verranno riprese e rifor 173

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