Transizione 1988
mulate nei programmi dell'Eurocomunismo. Richta, Lobi, Kosik, così come Mlynàr, Goldstùcker ecc. sono diventati protagonisti del dibattito sul socialismo ben al di là della Cecoslovacchia. Negli anni della «normalizzazione» su questi stessi temi, e su altri altret tanto significativi — quelli riguardanti in primo luogo la natura e la storia delle società del socialismo sovietico, ma anche la neces sità di non dimenticare la sostanziale unità, di storia e di cultura, che al di là della frattura del 1947-1948 vive nelle due Europe — un dialogo significativo ha poi preso corpo fra gli intellettuali della Sinistra europea e quelli cecoslovacchi che operavano e operano sia all'interno del paese {Charta 77) sia all'estero (Si pensi al gruppo di ricercatori organizzato da Mlynàr ma anche ad altri gruppi operanti in Francia). Ma per tornare all'Eurocomunismo va ricordato che la formula è sorta per definire quel che pareva nascere dall'incontro tra i tre maggiori partiti comunisti dell'Europa occidentale, quello italia no, quello francese e quello spagnolo che dal 1968 elaboravano — come dirà Berlinguer qualche anno dopo — «posizioni sostanzialmente analoghe». I fatti hanno poi dimostrato che si trat tava più di una testimoninaza della crisi del socialismo sovietico e deH'internazionalismo sovietico che di una risposta alla crisi. Tuttavia quella stagione vi è stata, è parte del cammino e dell'i dentità di forze non irrilevanti della Sinistra. Questo vale soprat tutto per il PCI. È stato partendo dall'Eurocomunismo e poi dalla tesi sulla «Terza via» e sulla «Terza fase», lungo un cammino che a- veva avuto momenti importanti dall'Vili Congresso al Memoriale diJalta già con Togliatti, che i comunisti italiani, certo anche per ché — come ha rilevato la Urban — non sono mai stati compieta- mente «stalinizzati», sono giunti all'inizio degli anni Ottanta con Berlinguer alla conclusione che occorresse ormai prendere defi nitivamente atto degli esiti negativi cui il socialismo sovietico era pervenuto, per cui era necessario pensare non soltanto a strade diverse ma anche ad un socialismo diverso, e insieme alla assun zione, da parte delle forze democratiche e di trasformazione del l'Europa occidentale, di una nuova responsabilità storica. Così, mentre si parlava della diversità dei comunisti italiani non più soltanto, o principalmente in riferimento ai socialisti e ai so cialdemocratici, ma ai comunisti dei partiti di tipo societico, di fronte all'atteggiamento assunto dall'URSS nei confronti della crisi polacca del 1980 si parlerà di esaurimento di una spinta, di un mo 174
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