Transizione 1988

momento di aggregazione di una più vasta formazione di partiti e di forze comuniste e della Sinistra. Così, per quel che riguarda il PCI, se si mettono a confronto le posizioni assunte per la Cecoslovacchia nel 1968 e poi nel 1980- 1981 di fronte alla crisi polacca, si possono individuare meglio, oltre alla portata, anche i limiti e le debolezze delle prese di po sizione del 1968. Circa la portata già si è detto. Si può solo aggiun gere che seppure si era in un momento di forte polemica politica fra comunisti e socialisti (era nato il centro-sinistra da una parte favorendo la scissione dello PSIUP e dall'altra il tentativo di unifi care dopo Pralognan socialisti e socialdemocratici) l'atteggiamen to preso dal PCI ha favorito la ripresa del dialogo a Sinistra. Circa i limiti si può dire in breve che essi stanno nel fatto che la soli darietà manifestata verso il Partito Comunista di Cecoslovacchia e il parallelo «grave dissenso» espresso nei confronti dell'inter vento militare sovietico, seppure netti e decisi, non coglievano però la vera natura di quel che era avvenuto nel momento in cui l'Unione Sovietica era intervenuta per interrompere con la forza il più avanzato e radicale tentativo, sino ad allora compiuto, di u- scire dai limiti e dalla crisi del socialismo sovietico. Si vide, insom ma, un errore, un «tragico errore», e cioè qualcosa che si sarebbe potuto evitare e che in ogni caso occorreva adesso riparare col ri tiro delle truppe e «il rapido ripristino della normalità in Cecoslo vacchia», laddove era venuta avanti, invece, una linea, un proces so di involuzione che faceva dell'URSS di Breznev una forza ne mica del rinnovamento del socialismo. Così, di fatto, le critiche e i giudizi, per quanto duri, si muovevano ancora all'interno della vecchia linea della solidarietà con l'URSS e dell'Internazionale, del quale — sia pure con una specifica collocazione autonoma — ci si sentiva parte. Detto questo, se si vogliono individuare le ragioni che hanno portato allora a quelle, e non ad altre, conclusioni, va però tenuto presente che nell'unione Sovietica la scelta dell'intervento non si è imposta subito come ineluttabile. Vi erano nell'URSS (e su que sta questione ai molti interrogativi riguardanti lo scontro interno al gruppo dirigente, la questione Selepin, il ruolo giocato dai diri genti ucraini e in special modo da Selest' ecc. una risposta potrà venire soltanto dagli archivi sovietici) e anche all'esterno del- l'URSS — si pensi a Ràdar — forze che hanno cercato altre solu zioni. Quando l'ufficio politico del PCI (che a maggio, come 176

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