Transizione 1988
risulta da documenti presentati recentemente da Boffa, dopo il viaggio a Praga di Longo aveva già potuto avere un quadro di in sieme assai preciso sia della situazione esistente in Cecoslo vacchia, sia dei rapporti fra Dubcek e i dirigenti sovietici) prese atto «con profonda soddisfazione», il 5 agosto 1968, dei risultati dell'incontro di Bratislava, si pensava — ed era legittimo farlo — che il pericolo di un intervento dall'esterno fosse se non accanto nato almeno sospeso. Lo stesso Longo — al quale erano state for nite sostanziali assicurazioni — partì, come si sa, per Mosca oltre ché per incontrarvi i dirigenti sovietici anche per un periodo di riposo. Si aggiunga che il 9 agosto a Praga giunse Tito e nelle setti mane successive Ulbricht e Ceausescu. Tutto pareva insomma in dicare che gli spazi per una soluzione politica si stessero allar gando e non chiudendo. Seppure ritenuto possibile e da molti inevitabile, l'intervento del 21 agosto colse, insomma, non pochi di sorpresa e anche per questo non fu agevole scorgere in esso il segno di un nuovo corso politico. Dopo l'intervento e l'avvio della normalizzazione e più in ge nerale del blocco, nella stessa Unione Sovietica, delle spinte rifor matrici del 1965-1968, un altro elemento che spinse, seppure non a modificare il discorso critico sulla crisi cecoslovacca e sulla solu zione che ad essa era stata data, ad intervenire però con cautela, è da cercare nella consapevolezza — che si faceva strada ad Est come ad Ovest — che nell'Europa centrale fosse maturata o stesse maturando una situazione sempre più aperta sia ai pericoli di «in ternazionalizzazione» dei conflitti interni, di fronte alle spinte cen trifughe presenti nei vari paesi, sia a passi del tutto nuovi al di là della guerra fredda e della sua logica. Contemporaneamente, era inevitabile che la guerra americana nel Vietnam, che raggiungeva le punte più gravi e sanguinose in quel periodo, e per contro l'at teggiamento sovietico di fronte a quel conflitto finissero per ren dere difficile l'analisi del nuovo corso politico di Breznev. Si ag giunga che questi da una parte si muoveva per restaurare le vec chie forme del «campo monolitico» (si vedano per individuare i ca ratteri e le motivazioni di questa spinta involutiva i taccuini rac colti dal comunista francese J. Kanapa sugli incontri fra le delega zioni del PCF e del PCUS pubblicati a Parigi nel 1984 e i contenuti della polemica ideologica e politica contro le posizioni cinesi) e dall'altra operava con grande spregiudicatezza per «ridurre le con seguenze dell'intervento in Cecoslovacchia». Accadde così che lo 177
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