Transizione 1988
stesso Breznev, che nel 1968 aveva tanto insistito sulle respon sabilità della Germania Occidentale e dei suoi «circoli» per il so stegno prestato alla «controrivoluzione» cecoslovacca, avviasse a partire dal 1969 e principalmente proprio nei confronti di Bonn una complessa iniziativa politico-diplomatica sui temi della sicu rezza europea che doveva portare al riconoscimento della fron tiera dell'Oder-Neisse e dei due Stati tedeschi nonché all'accordo per Berlino ovest, e infine alla Conferenza di Helsinki e cioè ad aprire una significativa fase di distensione. Tutto questo favorì e del resto non solo nel PCI (si pensi soprattutto alla SPD e alla sua Ost-Politik) il sorgere di un atteggiamento particolare per cui nello stesso tempo si sostenevano certi atteggiamenti e certe scelte della politica sovietica e si criticavano — sempre in nome dell'auto nomia e dell'indipendenza di giudizio — altre posizioni e altri atti ritenuti non condivisibili. In particolare, da una parte si prende vano posizioni critiche di fronte ai caratteri più involutivi che veni vano alla luce soprattutto nella politica interna (i processi e le po litiche repressive contro il dissenso) e si riufiutava di far proprio nel suo complesso il giudizio sulla situazione internazionale anco ra basato (si vedano i documenti della Conferenza dei Partiti Co munisti e Operai del 1969 approvati solo in parte dalla delega zione del PCI) sulla contrapposizione fra i due campi, e dall'altra si sostenevano le proposte che avrebbero dovuto portare, e che hanno effettivamente portato, a mutamenti tanto significativi nella situazione europea. A questi atteggiamenti vennero riconosciuti molti meriti. Non c'è dubbio del resto che senza il realismo e l'apertura di cui hanno dato prova nei paesi occidentali governi e forze politiche, in primo luogo di Sinistra, non si sarebbe giunti ad Helsinki e a quello che ne è seguito. In particolare alla Ost-Politikài quegli anni va ricono sciuto un merito storico. Non si deve dimenticare che quando Breznev propose la Conferenza per la Sicurezza Europea la rispo sta degli Stati Uniti e dei paesi dell'Europa occidentale fu negativa. Non c'è dubbio tuttavia, per quel che riguarda il PCI, che l'insisten za con cui si è guardato all'URSS per distinguere gli aspetti positivi da quelli negativi se da una parte ha contribuito certamente a dare un respiro laico all'autonomia dei comunisti italiani, dall'altra ha avuto però gravi conseguenze negative. In particolare determi nando continue oscillazioni di giudizio, permettendo che si con tinuasse a parlare di una «superiorità» (sia pure per quel che 178
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