Transizione 1988

una nuova e diversa Ost-Politik. Nuova e diversa perché europea, perché costruita sulla base della critica di quella precedente, che era condizionata dalla politica e dalle contraddizioni di Breznev. Nuova anche perché costruita nel momento in cui la prospettiva del disarmo nucleare si presenta come realistica, se non come vi cina, imponendo a tutti la necessità di affrontare in modo diverso i problemi della sicurezza, della difesa, del ruolo delle frontiere, della dialettica interna ai blocchi ecc. E ancora perché con tanta forza — sollevando speranze e anche drammatici interrogativi — viene avanti la necessità di far prevalere, con tutte le cautele, con le necessarie gradualità, con la consapevolezza che non è possi bile prescindere dalla realtà (che, senza per questo fornire però alibi a nessuno rimane ed è, forse, destinata a rimanere ancora a lungo la realtà di un continente diviso) una nuova unitaria idea d'Europa. In ricordo di Giorgio Candeloro e di Paolo Spriano Francesco Barbagallo, Le origini della storia contemporanea in Italia tra metodo e politica. Opinioni e dibattiti Marina Cedronio, Charles Ernest Labrousse e la storia economica e sociale francese Ricerche Innocenzo Cervelli, Su alcuni aspetti della ricerca ebraistica di Arnaldo Momigliano / Luisa Chiappa Mauri, Progettualità inse- diativa e interventi cistercensi sul territorio milanese nel secolo XIII / Carla Sacchetti Stea, Il monastero di Chiaravalle milanese nel Duecento: Vione da «castrum» a grangia /Riccardo Breschi, Il concetto di «corruzione» nei «Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio» /Delia Fontana, Il sindacato sovietico dall'«affare di Sachty» all'VIII congresso / Jacek Kochanowicz, Stato e contadini: la politica agraria polacca negli anni 1956-1970. 182 Studi storici, n. 3, 1988

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