Transizione 1988

alleanza tra operai e contadini: la lotta per il socialismo e per la democrazia sarà, secondo il dirigente comunista spagnolo, opera dell' «alleanza tra le forze del lavoro e della cultura». Il compito dei partiti comunisti non consisterebbe, quindi, nel diffidare dei mo vimenti studenteschi, ma nel legare la propria azione a «questa im ponente rinascita giovanile» attuando in questo modo un proprio rinnovamento interno. In questo contesto, l'atteggiamento del PCE nei confronti dei cambiamenti avvenuti in Cecoslovacchia, dalla caduta di Novot- ny, non poteva che essere favorevole. Inoltre, entravano in gioco le informazioni di molti lavoratori spagnoli i quali, ripiegati in Ce coslovacchia a partire dall'entrata in vigore della guerra fredda in Francia nel 1950, inequivocabilmente riferivano del successo otte nuto nelle fabbriche dal nuovo corso del PCC e della valutazione negativa dell'era Novotny. Le riforme confermavano la capacità dei partiti comunisti di rettificare i propri errori, seguendo la linea del XX Congresso del PCUS e inoltre, si collegavano alla profes sione di fede democratica del PCE dimostrando che risultava pos sibile la conciliazione tra l'egemonia politica di un partito co munista e l'orientamento verso una democrazia politica. Inoltre, l'originalità dell'impostazione del PCC confermava l'aspirazione difesa da Carrillo, secondo la quale ciascun partito comunista do veva definire con indipendenza la propria strategia senza dipen dere dal centro di Mosca. Una via che, nel caso spagnolo, finiva per riconoscere necessariamente il pluralismo politico. Di conse guenza, l'appoggio concesso alle riforme di Dubcek era privo di qualsiasi riserva, e venne rafforzato affinché costituisse una con valida alle sue proposte: «L'esperienza della Cecoslovacchia con ferma ancora una volta che il socialismo è il regime sociale in cui la democrazia, cioè l'ampia partecipazione dirigente della classe operaia, degli intellettuali e degli strati popolari, non si scontra nel suo sviluppo con alcun ostacolo che non sia superabile dall'or dine ideologico o sociale. Il socialismo si avvia verso forme sem pre più ampiamente democratiche, che assicurano la più elevata partecipazione del popolo all'attività dirigenziale; forme che non devono essere obbligatoriamente, e che non saranno, le carat teristiche della democrazia borghese formale, bensì molto supe riori (...). Dobbiamo superare il vecchio cliché utopico, smentito da Le nin, ma ancora radicato in molti di noi, secondo cui le rivoluzioni 197

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