Transizione 1988
socialiste si fanno seguendo tutte uno stesso padrone. Le partico larità nazionali, le tradizioni storiche, il livello di sviluppo econo mico, sociale e culturale, incluso gli errori e gli esiti delle forze ri voluzionarie, creano differenze che non possono essere abolite da decreti né da scomuniche di nessun «santo uffizio comunista». {La lucha por el socialismo, boy, pp. 39-40). Per le stesse ragioni, il riformismo cecoslovacco ricevette un appoggio cauto, ma deciso, da parte delle pubblicazioni del par tito. Nella seconda pagina del numero di aprile del 1968 di Mundo Obrero furono pubblicati estratti dal rapporto di Dubcek, prece duti da una breve nota in cui si poteva leggere: «Noi, comunisti spagnoli, seguiamo con grande simpatia gli sforzi che il Partito Co munista di Cecoslovacchia sostiene per superare i difetti che esistono nella vita del partito e nella società cecoslovacca». In mo do più esteso, nel numero corrispondente alla prima quindicina di maggio, un dirigente, Santiago Alvarez, sviluppava quell'idea centrale, in un articolo intitolato «Il rinnovamento in Cecoslo vacchia», insistendo sulla coincidenza degli obiettivi politici tra i comunisti spagnoli e cecoslovacchi: «La società socialista il cui perfezionamento democratico si sforzano di ottenere i compagni del Partito Comunista di Cecoslo vacchia, nonostante vi siano alcune varianti, ha molte affinità con il tipo di società socialista che, date le nostre condizioni concrete e tenendo in considerazione la nostra esperienza, riteniamo deb ba essere realtà in Spagna». Questi stessi articoli venivano inseriti nel Boletin de Informa- ción mensile del partito, pubblicato per l'appunto a Praga, in cui nel numero di giugno il segretario generale Santiago Carrillo in cludeva una valutazione ancora più entusiasta, intravedendo nel processo cecoslovacco «una nuova tappa nello sviluppo del socia lismo», poiché grazie alla politica del PCC «l'entusiasmo rivolu zionario del popolo ceco si è galvanizzato, e la partecipazione del le masse nella vita politica e sociale si è elevata e si è resa più at tiva». Avvertiamo, tuttavia, che l'informazione sui contenuti delle riforme concrete della «primavera di Praga» fu praticamente ine sistente. In Nuestra Bandera del primo trimestre del 1968 ciò che il lettore può trovare sono le solite descrizioni sulla costruzione del paradiso socialista in due paesi, Polonia e Bulgaria, frutto del viaggio in quei medesimi di due dirigenti del partito. Altrettanto accade nel secondo trimestre del 1968 in relazione a Cuba, questa 198
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