Transizione 1988

volta per opera di Santiago Carrillo. Non è da escludere che questa prevenzione nell'analisi del cambiamento politico di Praga '68, abbia reso più difficile in seguito le spiegazioni davanti ad una ba se politica dominata in gran parte dal filosovietismo. Ad ogni modo, l'appoggio esisteva e pertanto fu molto precoce l'allarme della direzione del PCE di fronte ai primi segni di un'atteggiamento sovietico che potesse portare ad un intervento. Nella politica del PCE, le idee di indipendenza nazionale e demo cratica occupavano un ruolo centrale, perfettamente armoniz zabile con la critica di un imperialismo, che attraverso la collabo- razione con Franco pesava anche sulla Spagna. Dai lontani giorni della guerra civile, il PCE aveva presentato la sua politica sotto il segno della lotta per l'indipendenza delia Spagna, allora militarmente aggredita dalle dittature fasciste, e in seguito per la presenza, anch'essa militare degli Stati Uniti. Era perfino recente una dura polemica di Mundo Obrero con Izvestija, a proposito di un articolo firmato da Ardatovskij in cui si avanzava l'ipotesi di una sostituzione graduale della dittatura di Franco con la monarchia. «No, compagno Ardatovskij», era il titolo di Mundo Obrero suo editoriale dell'ultimo numero del 1967, che conclu deva chiaramente: «La nostra politica la elaboriamo noi». I rapporti di Carrillo con la direzione Breznev non furono mai buoni. Ora di fronte al processo cecoslovacco, la rivendicazione dell'indipen denza politica da parte del PCE rendeva inverosimile qualsiasi concessione di fronte alle pretese interventiste sovietiche. Queste furono comunicate a Carrillo ufficialmente verso la me tà di luglio del 1968, secondo quanto detto dallo stesso segretario generale nella sua relazione al Comitato Centrale di settembre dello stesso anno. Fu l'ambasciatore sovietico a Parigi, Zorin, che il 15 o il 16 luglio comunicò a Carrillo la possibilità immediata di un intervento, richiedendo l'appoggio del PCE in tale eventualità («la Cecoslovacchia va verso il capitalismo per via pacifica, la nuo va direzione del partito è incapace di far fronte alla controrivolu zione e si suggerisce già in quella prima comunicazione il prospet tarsi dell'intervento militare, affermando che vi sono forze sane in Cecoslovacchia che la reclamano. E che cosa ci viene detto dopo averci comunicato questa situazione? È la prima notizia che abbia mo di queste cose. Ci viene detto che nostro dovere è appog giare»). Da quanto dichiara Carrillo nella sua relazione, in una ver sione dei fatti che ripeterà in conversazioni con Fernando Claudin, 199

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