Transizione 1988

certo. Il filosovietico Augustin Gomez si limiterà a giustificare lo «spirito di grande potenza» nell'URSS e a sostenere che un inter vento militare era, a suo giudizio, improbabile. Dopo i giorni di angosciosa attesa, si avrà una certa tranquillità dovuta alle conver sazioni bilaterali tra il PCC e i cinque, a Cierna nad Tisou e Brati slava, che sembrano allontanare lo spettro di un intervento imme diato. La direzione del PCE decide allora di lasciare Parigi per le abituali vacanze nei paesi dell'Est. Manuel Azcàrate si reca in Polo nia. Carillo e altri in Unione Sovietica. I rapporti in quell'agosto 1968 appaiono senza equivoci, anche se poi gli interlocutori sovietici rimproverarono agli spagnoli di aver sottovalutato la pos sibilità di un intervento. Il 21 agosto questi vengono così colti di sorpresa. Vale la pena di lasciare nuovamente la parola a Santiago Carrillo nel suo discorso al Comitato Centrale di settembre: «A prescindere da ciò, una mattina, la mattina del 21, ci chia mano per telefono dicendo: le truppe sovietiche sono entrate in Cecoslovacchia. Quello stesso giorno non potemmo tornare a Mo sca, tornammo il giorno 22, e ci riunimmo con la compagna Do lores. Ma prima, il giorno 21, i compagni del Comitato Centrale del partito lessero ai compagni che erano a Mosca e a noi compagni che eravamo in Crimea alcune notizie. La prima notizia che mi les sero, ormai verso le tre o le quattro del pomeriggio, dopo averla letta ad altri compagni spagnoli, ottimi compagni, ma che non era no inclusi nel Comitato Esecutivo, e ad alcuni che non erano mem bri del Comitato Centrale, dopo averla letta a loro, vennero e la lessero a me. Questo è il meno, benché sia un dettaglio significa tivo. Si trattava di un documento senza firma, attribuito ai cinque partiti che erano intervenuti; in quello stesso documento si affer mava per giunta che: “ la maggioranza del Presidium e del governo cecoslovacco hanno richiesto l'ingresso delle truppe sovietiche e dei quattro paesi per far fronte al pericolo di un colpo contro rivoluzionario ” . E in seguito si diceva che il ministro della Difesa cecoslovacco era al comando delle truppe di Varsavia, che l'eser cito cecoslovacco lo appoggiava; si affermava, inoltre, che anche le forze di sicurezza avevano dato il loro sostegno, e che altret tanto faceva la milizia popolare. Questa fu la prima versione». Era una spiegazione simmetrica a quella avanzata dai franchisti per giustificare il loro pronunciamento del 18 luglio 1936 e non vi erano molte possibilità che gli spagnoli abboccassero all'amo. Mancava il «chi» della chiamata d'aiuto, che nel 1956 corrispon 202

Made with FlippingBook Ebook Creator