Transizione 1988
Partito Comunista Italiano ed il Partito Comunista Francese, visto che lottiamo in un'area geografica con molti problemi e compiti comuni, in cui maturano le condizioni per profonde trasforma zioni politiche» (Mundo Obrero, 30 settembre 1970). Tuttavia, per il momento, ciò che prevaleva era il distacco dal l'area sovietica, favorito dall'appoggio concesso in URSS agli scis sionisti. Godrà allora di libertà d'azione il responsabile delle rela zioni estere del PCE, Manuel Azcàrate, dando il via, nel suo discor so al VII Congresso del partito, nel 1972, alla critica dei paesi socia listi abbozzata dai discorsi di Carrillo. Azcàrate impostava il tema della «degenerazione della struttura democratica, all'interno dello Stato socialista, che per larga parte è diretto con metodi buro cratici», con la conseguenza che la classe operaia non era effettiva mente padrona del potere politico. E segnalava anche il tema della fusione del partito e dello Stato nei paesi socialisti. Non era più il tema della tutela sovietica sull'area socialista, bensì la natura stessa dello Stato sovietico ad entrare in gioco. Inoltre, ricordava Azcàrate, le ragioni che avevano spinto alla condanna dell'inva sione sovietica apparivano sempre più consistenti, vista l'evolu zione regressiva maturata nella situazione cecoslovacca. A ragio ne Azcaràte si convertirà successivamente nel capro espiatorio degli attacchi sovietici. Il suo discorso al CC del PCE nel settembre del 1973, provocherà una critica spietata da parte della rivista so vietica Partijnaia Zizn' che lo accuserà di essere un oppositore deH'internazionalismo proletario, calunniatore del sistema socia lista sovietico e degli «altri partiti fratelli». Da parte sua, fino a quan do cesserà la sua attività di responsabile della politica estera nel 1982, Azcàrate continuerà a precisare le sue valutazioni maturate con il 1968 per sottolineare la necessità di sottoporre a critica il carattere socialista dei processi in corso nell'Europa dell'Est. Quelle posizioni si integreranno allora con l'alternativa rinnova trice che propugnano alcuni settori del partito sfociando in una serie di espulsioni verificatesi negli ultimi mesi del 1981. Fino a un certo punto i sovietici avevano ragione nel persona lizzare le critiche nei confronti di Azcàrate. La ricerca di un rin novamento profondo delle concezioni politiche, verso l'interno e in relazione ai paesi socialisti, come risultato delle vicende ceco slovacche, trovano ampia eco tra gli intellettuali e i professionisti del PCE, ma era lungi dall'essere il denominatore comune degli atteggiamenti della sua direzione, per non parlare dei settori che 210
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