Transizione 1988
MARTELLI: AIUTIAMO CHI ALL'EST VUOLE IL CAMBIAMENTO *
BOLOGNA - «Abbiamo ricordato divisi diciannove anniversari della «primavera di Praga» e dell'invasione dei carri armati che la soffocarono. È un buon segno questo nostro ricordare insieme og gi il ventesimo anniversario», dice Claudio Martelli. Il vicesegretario socialista ricorda, quindi, alcuni episodi di quella che Napolitano ha chiamato — ammettendola — «discon tinuità» del PCI, e che potrebbe anche essere definita incoerenza. Come l'atteggiamento tenuto a Firenze nel 1970, quando i movi menti giovanili socialisti e comunisti dell'Est e dell'Ovest, dopo a- ver ribadito per alcuni giorni, uniti e concordi, la loro netta con danna delle «interferenze» dei grandi Stati nelle faccende dei pic coli paesi, «inciamparono nella parola Cecoslovacchia», che di quelle inammissibili interferenze era per l'appunto l'esempio più calzante, recente e cocente. Accadde allora che i rappresentanti comunisti, con grande imbarazzo di Renzo Imbeni (che adesso è sindaco di Bologna e allora era leader dei giovani comunisti ita liani), minacciarono di ritirare la firma, se fosse comparso nel do cumento finale il nome proibito di Cecoslovacchia. Finì, racconta Martelli, con un buffo compromesso: la Cecoslovacchia non fu nominata. Ma nel documento fu inserita la condanna delibazione militare» condotta da cinque paesi fratelli nel territorio di un «pic colo paese» dell'Est. Era il tempo in cui nel mondo comunista sembrava essenziale * Non disponendo del testo integrale dell'on. Martelli, riportiamo qui di seguito il resoconto dell'intervento conclusivo del vicesegretario socialista, pubblicato su l' Avanti! del 9 luglio 1988 a cura di Sandro Sabbatini. 212
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