Transizione 1988
— come la Conferenza del partito, si debba dire che restano par ziali o embrionali le risposte a problemi di fondo, incerte e inter locutorie le soluzioni delineate tanto per l'economia quanto per il sistema politico e istituzionale, imprevedibili in larga misura gli sviluppi e ancor più gli sbocchi del processo di democratizzazione e di riforma. Ma la direzione di marcia è stata segnata: la rottura con fondamentali posizioni ideologiche e scelte strutturali del passato è stata operata; la grande questione che fa da sfondo an che al nostro Convegno — non si può identificare il socialismo col sistema costruito in Unione Sovietica, almeno a partire da Stalin, e imposto o ricalcato in altri paesi a guida comunista — è stata po sta da Gorbacèv stesso. Credo che si possa dire che la direzione di marcia è stata segnata nel senso di un avvicinamento — non so se attraverso le tortuose vie di quel che Ambarzumov ha chia mato «autoritarismo illuminato» — a tradizioni storiche, istituzioni, evoluzioni recenti proprie dei paesi democratici dell'occidente europeo, rispetto alle quali si è venuto caratterizzando in quei paesi lo stesso ruolo del movimento operaio e socialista, delle for ze di Sinistra e progressiste. Naturalmente, non si deve cadere, a questo proposito, in aspet tative semplicistiche e ingenue e nemmeno in goffe richieste di occidentalizzazione a tappe forzate. Ma quando si affronta nel modo in cui si è affrontata nella Conferenza di partito di fine giu gno 1988, la questione dello Stato di diritto; quando si apre il di scorso sul pluralismo — almeno nel senso del pluralismo degli in teressi e delle opinioni pur nell'ambito di un sistema mono partitico; quando si porta avanti una politica di glasnost ’ , sempre più diffusa anche attraverso i grandi mezzi di comunicazione di massa; quando si promuove il confronto su tutta una serie di temi relativi alla struttura economica e sociale per lungo tempo negati e preclusi — credo si autorizzi un giudizio come quello da me dato sulla linea di tendenza, sulla direzione di marcia intrapresa da Gorbacèv, dal nucleo essenziale della nuova direzione sovietica. In particolare, le questioni cruciali della fondazione di uno Stato di diritto e di uno sviluppo in senso pluralistico si impon gono come decisive e prioritarie ai fini di un'acquisizione di con senso, di una partecipazione dal basso, e di un dinamismo sociale, culturale e politico, senza di cui non è realisticamente perse guibile l'obiettivo stringente della riforma e della moderniz zazione del sistema economico sovietico. 216
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