Transizione 1988

E Brus ha messo in rilievo come per superare i limiti di tutti i precedenti tentativi di riforma ed evitare di ripeterne i fallimenti, si imponga una piena e coerente assunzione del riferimento al mercato, e dunque l'abbandono di veri e propri pilastri del mo dello economico del socialismo reale, e come ciò abbia implica zioni sostanziali per la stessa concezione del socialismo. Ritengo che si sia ancora molto lontani dal prendere aperta mente e decisamente questa strada in Unione Sovietica e altrove, ma penso anch'io che questa sia destinata a rivelarsi una strada ob bligata, e che comunque, più in generale, la strada di uno sviluppo democratico e pluralistico in senso economico e sociale, culturale, politico e istituzionale sia la sola su cui si possa realizzare nel fu turo un ricongiungimento tra la realtà dell'Est europeo e il patri monio storico, le posizioni ideali e politiche della Sinistra in Occi dente. Più quell'insieme di posizioni di pensiero e di energie che si richiama — per usare la definizione di Boffa — al «filone anti staliniano democratico e rinnovatore della cultura e del movi mento comunista» evolverà in questo senso, più esso potrà cessare di essere un fenomeno interno ai regimi dell'Est e incontrarsi con le forze della Sinistra occidentale, di varia provenienza e tradi zione, impegnate in una strategia democratica e riformista, tra le quali il PCI. Nella fase attuale e in una prospettiva certamente non breve, la Sinistra europea in Occidente deve portare avanti una sua auto noma strategia in cui non si annebbino distinzioni di principio e politiche, diversità di concezioni e divergenze concrete,come ho avuto modo di sottolineare nella mia relazione al Convegno su «L'Europa nella nuova fase della politica internazionale» svoltosi a Roma nell'aprile 1988. La Sinistra europea deve portare avanti una sua autonoma stra tegia che assuma nello stesso tempo nel modo più costruttivo il grande obiettivo del dialogo e della cooperazione tra Est e Ovest in risposta al nuovo corso di Gorbacèv e alle attese di tante forze nei paesi alleati dell'unione Sovietica. Dialogo e cooperazione in tutti i campi: nel campo politico, e- conomico e culturale, per obiettivi di disarmo bilanciato e control lato, per forme concrete di collaborazione nell'affrontare rischi e problemi comuni, per forme concrete di avvicinamento e di pro gresso anche sul versante dei diritti umani, politici e civili. 217

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