Transizione 1989
comunitaria» della famiglia, secondo cui è consentito chiedere sa crifici agli individui ove questi siano necessari per l ’ interesse pub blico. Sono possibili versioni diverse di questa concezione comu nitaria a seconda della diversa nozione di «interesse pubblico», di quali sono i suoi limiti, delle condizioni di compatibilità con l ’ interesse individuale, ecc. Le differenze interne alle diverse ver sioni sono tutt ’ altro che trascurabili (anzi, gran parte dei dibattiti filosofici recenti riguardano proprio questo punto), ma in questa sede non possiamo far altro che considerare solamente le linee portanti della prospettiva. In generale, poiché questa concezione comunitaria della famiglia presuppone che tutti i doveri familiari siano doveri prima facie, possiamo chiamarla «concezione comuni taria prima facie» (o, in breve «concezione prima facies). La distinzione teorica tra la concezione comunitaria assoluta e quella prima facie è importante soprattutto se si considera che talvolta le due concezioni vengono a proporre le stesse norme e gli stessi valori, così da essere praticamente equivalenti e pressoché indistinguibili. Infatti, può darsi che in certe circostanze storiche il tipo di ordine familiar-riproduttivo ingiunto dal dovere assoluto sia equivalente (o molto simile) a quello ingiunto dal dovere prima facie , e che il rispetto diffuso di tale ordine venga a massimizzare l ’ interesse pubblico. In questo caso, il dovere di rispetto dell ’ or dine familiar-riproduttivo ha la precedenza sul dovere verso il nuovo nato, e le due posizioni convergono pienamente sulla solu zione pratica. Tuttavia, non va dimenticato che per la concezione assoluta quella gerarchia di doveri è data a-priori (e indipendente dalle circostanze), mentre nel caso della concezione prima facie essa è a-posteriori, ed è accolta solo perché, per ipotesi, nelle cir costanze date, essa favorisce (in maniera significativa) l ’ interesse pubblico. Pertanto può darsi che in diverse circostanze storiche l ’ interesse pubblico sia massimizzato in altra maniera, ad esempio dando la precedenza al dovere verso il nuovo nato e ponendo in secondo ordine il dovere verso l ’ ordine familiare (oppure indivi duando un nuovo ordine familiar-riproduttivo diverso da quello ingiunto dal dovere assoluto). In questo caso, le soluzioni derivanti dalla concezione prima facie divergono da quelle della concezione assoluta, e può darsi che esse assomiglino (o anche equivalgano) a quelle della concezione individualista. Infatti, se in certe circo stanze il raggiungimento dell ’ interesse pubblico può richiedere gravi sacrifici al singolo (magari del tutto analoghi a quelli im 251
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