Transizione 1989
contratto matrimonio, resta soggetto alle sue leggi e alle sue pro prietà essenziali» 43 . D ’ altra parte, il dovere prima facie è giustificato proprio da una prospettiva che rifiuta quella appena esposta, e cioè da una pro spettiva che nega l ’ intrinseca finalità del processo riproduttivo, e che riconosce all ’ uomo (in quanto società) la facoltà di stabilire (nelle varie circostanze) le proprietà essenziali del matrimonio. Mentre nel caso del dovere assoluto i beni del matrimonio sono già dati e sono indipendenti dalle decisioni dell ’ uomo, nel caso del dovere prima facie tali beni sono stabiliti proprio dalle deci sioni umane. Questo emerge con chiarezza quando si considera che nel conflitto tra il dovere assoluto e il dovere prima facie la soluzione è data a-priori (in quanto il dovere assoluto non am mette, e non può ammettere, eccezioni di sorta, pena la sua dis soluzione), mentre nel conflitto tra doveri prima facie la soluzione è data a-posteriori, e quindi tocca all ’ uomo stabilire a quale do vere dare la precedenza. Così facendo l ’ uomo si «auto-pone» i propri doveri a seconda delle diverse circostanze e (nella conce zione comunitaria) del diverso grado di (limitata) benevolenza presente nella società e di altri fattori 44 . È vero che talvolta — come abbiamo già osservato — le due diverse concezioni comunitarie della famiglia conducono a solu zioni pratiche simili, ma completamente diversa è la giustificazione che le sostiene. Infatti, per cominciare, del tutto diverso è il modo di intendere la «socialità» dell ’ uomo nelle due diverse concezioni: per chi afferma che il processo riproduttivo ha una specifica fina lità intrinseca (e quindi afferma il dovere assoluto di rispetto di tale ordine), il rapporto sponsale uomo-donna ha un ’ intrinseca valenza comunitaria, in quanto per sua natura è «aperto» alla procreazione e quindi alla relazione con altri. In questo senso, la socialità dell ’ uomo è radicata, cioè incorporata, nella struttura biologica stessa, cosicché possiamo dire che il rispetto dell ’ ordine riproduttivo rende l ’ uomo «biologicamente sociale», indipenden temente dalle sue scelte. Per chi invece nega che il processo ri produttivo sia intrinsecamente finalizzato (e quindi afferma il do vere prima facie), non necessariamente il rapporto sponsale pre senta la valenza comunitaria, la quale può esserci o non esserci a seconda del livello di benevolenza proprio dei soggetti interessati. In questo senso la socialità dell ’ uomo è di tipo «psicologico», cosicché possiamo dire che, in questa concezione, l ’ uomo è «psico 254
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