Transizione 1989
degli individui). D ’ altro canto, i fautori della concezione prima facie accusano la posizione avversa di essere insensibile alle esigen ze umane e al «bene» dell ’ uomo, dal momento che non ha senso (cioè è assurdo) il sacrificio umano per la mera osservanza della legge, indipendentemente dalle conseguenze per il benessere pub blico (e privato). Il fautore della concezione assoluta, tuttavia, può replicare che una simile obiezione è «miope» perché non tiene conto che la conseguenza più importante derivante dall ’ osservanza della norma assoluta sta nel fatto che così facendo l ’ uomo si riconosce dipendente da un «ordine» che non è lui a darsi e che non è stabilito da lui. Testimonia cioè che il «bene» dell ’ uomo non dipende dall ’ uomo stesso, il quale per questo non riesce a riconoscerlo appieno, e quindi che l ’ uomo non è il giudice supremo né del proprio «bene», né del proprio destino, né di sé medesimo. Un conto è costruire una società sulla base di norme stabilite dall ’ uomo, e un conto del tutto diverso è costruire una società sulla base di un «ordine del mondo» indipendente dai desideri e dalle scelte umane, ordine a cui la volontà umana deve conformarsi. Anzi, il più grande pericolo per l ’ umanità sta nel fatto di non riconoscere le norme assolute e quindi nel travalicare i «limiti» che sono imposti all ’ uomo, affidandosi alla propria «prudenza» e alla «sapienza umana». Lungi dal non avere conseguenze (e di essere assurda) il rispetto della norma assoluta ha la conseguenza più importante, e cioè quella di riaffermare quella «corretta» con cezione dell ’ uomo che sola può fondare assetti sociali adeguati. Infatti, se si rifiuta la norma assoluta, allora si viene ad affermare che tutte le norme, anche quelle che regolano il sorgere della vita umana, sono prima facie, e quindi alla fin fine dipendono dalla volontà umana. Ciò significa che l ’ uomo non ha altri limiti che se stesso: è lui che stabilisce qual è il suo «bene» e così facendo si autocostituisce giudice supremo di se stesso e del proprio destino. Siamo così giunti alla radice ultima della divergenza relativa al principio della socialità, che va ricercata nelle due di verse concezioni dell ’ uomo e del mondo che — sia pur brevemen te — abbiamo cercato di lumeggiare. Anche se talvolta la conce zione assoluta e la concezione prima facie della famiglia giungono a conclusioni pratiche molto simili o addirittura equivalenti, a ben vedere esse sono inconciliabili e radicalmente divergenti, per ché presuppongono concezioni dell ’ uomo opposte. 256
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