Transizione 1989
Note 1. Le prime pionieristiche discussioni (limitate a un ristrettissimo gruppo di spe cialisti) sono avvenute soprattutto in Francia nella seconda metà del secolo scorso ed hanno portato al pronunciamento con cui il S. Uffizio nel 1897 ha vietato la FA. Dopo circa mezzo secolo di silenzio, il dibattimento è ripreso al termine della seconda guerra mondiale in seguito alla diffusione della notizia che molti soldati anglo-americani dal fronte avevano inviato il seme, e che circa ventimila bambini erano nati grazie alla FA. Proprio questi dibattiti hanno indotto da una parte l ’ arcivescovo di Canterbury a formare una apposita commissione per lo studio del problema, e dall ’ altra Pio XII a prendere una precisa posizione in materia. Le discussioni sono riprese alla fine degli anni cinquanta in seguito ad alcuni casi giudiziari che hanno appassionato l ’ opinione pubblica italiana e britannica, e che hanno portato in Gran Bretagna alla formazione di una nuova commissione di studio; mentre in Italia a due proposte di legge tese a vietare ogni forma di FA (e che però non sono mai state neanche discusse in parlamento). Negli anni ses santa e nella prima metà dei settanta il dibattito si è assopito (forse perché pola rizzato dalla forza impetuosa della contraccezione e dell ’ aborto), ed è riesploso con enorme vigore a partire dal 1978, cioè dalla nascita di Louise Brown, il primo essere umano al mondo nato grazie alla fecondazione in vitro con trasferimento di embrioni. Nell ’ ultimo decennio, infatti, sempre più frequenti sono le nascite avvenute grazie ad intervento artificiale e il numero dei centri in cui si praticano tali interventi. 2. Il testo latino è il seguente: «facilius ad veritatem pervenitur ab errore quam a confusione». 3. In proposito si vedano le osservazioni fatte ad esempio da E. Desplats, Lo spo polamento causato dall ’ infecondità volontaria, in in Mercier, Desplats, Vermeersch, Matrimonio e neomaltusianismo, Tip. P. Gerbone, Torino, 1910, (soprattutto p. 53). Opinioni simili si trovano anche nell ’ appendice G. Judica Cordiglia, Biofisiopato logia della famiglia inclusa nel volume di G. Ceriani, La teologia della famiglia, Marzorati, Milano, 1949. 4. Ulteriori osservazioni in proposito si trovano in un più ampio contributo in cui abbiamo affrontato alcuni problemi relativi alla «impostazione medica» del problema. In proposito cfr. M. Mori, Nuove tecnologie riproduttive ed etica della qualità della vita, in La procreazione artificiale tra etica e diritto, a cura di G. Fer rando, Cedam, Padova, 1989. 5. Questa posizione sembra essere talvolta presupposta dalla Commissione San tosuosso, in cui appunto si è ritenuto opportuno «distinguere l ’ inseminazione omologa che si opera contestualmente al prelievo del seme del marito da quella che invece si effettua in un tempo differito rispetto a tale prelievo. La prima ipotesi non crea particolari problemi, potendosi sostanzialmente equiparare ad altre pra tiche di terapia della sterilità», Proposte di disciplina della nuova genetica umana, «Giurisprudenza italiana», 1986, IV, col. 39. 6. La novità in proposito, comunque, non riguarda solamente il tipo di intervento, ma anche le circostanze in cui esso si colloca, perché da una parte la sterilità colpisce ormai il 15% delle coppie ed è in aumento, e dall ’ altra la richiesta di tali interventi viene avanzata non più solo da coppie eterosessuali sposate, ma anche da coppie omosessuali o da individui singoli. 7. Questo punto è sottolineato da N. Bobbio nella sua discussione dei problemi della completezza dell ’ ordinamento giuridico. Cfr. N. Bobbio, Teoria dell ’ ordina mento giuridico, Giappichelli, Torino, 1960, p. 137. 8. Quest ’ osservazione è mutuata da V. Pareto, il quale osserva che i fenomeni etici o morali sono quelli «che tutti credono di conoscere perfettamente e che nessuno ha mai saputo perfettamente definire». 259
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