Transizione 1989
un intervento legislativo sia necessario, perché è in questione l ’ interesse del figlio, insieme alla condizione della madre. Infatti, se c ’ è il consenso del marito, vuol dire che la fecondazione con lo sperma di un terzo è stata una decisione comune della coppia, sì che diviene inaccettabile e immorale che la donna, per la sua condizione biologica, debba continuare a rimanere fedele a quella scelta comune e l ’ uomo possa, invece, revocarla. Questo è inam missibile anche per la sua contraddizione con la crescente rilevanza attribuita alla paternità e maternità responsabile. Un accenno appena al tema della commerciabilità, anch ’ esso meritevole di disciplina legislativa. La commercializzazione si impedisce in tanti modi, per esempio con una disciplina seria e rigorosa degli ope ratori del settore, oltre che col divieto di alcune pratiche com merciali. L ’ esempio del legislatore inglese che non ha vietato la maternità di sostituzione, ma è intervenuto nell ’ 85 con una legge rigorosissima in materia di pubblicità, intermediazione e com pensi, merita d ’ essere considerato, visto che è riuscito a bloccare il ricorso alle «madri in affitto», senza escludere in via di principio la possibilità della «sostituzione» come puro fatto di solidarietà.
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