Transizione 1989

Tale progetto, prima elaborato attraverso un apporto signi ficativo delle Università e dei servizi socio-sanitari e sottoposto, poi, a diversi momenti di consultazione con la società regionale e con il mondo scientifico, ha cercato di assumere nella sua unitarietà tutta la tematica della procreazione identificando quelli che ci sono sembrati oggi i punti critici, gli snodi più difficili, le carenze da colmare e le sperimentazioni da avviare. In tale contesto sono stati posti tre obiettivi di assoluta novità: a) avvio di un processo di riorganizzazione, ai vari livelli, della prevenzione e cura della sterilità, in grado di ridisegnare una rete strutturata di interventi e potenziare alcune funzioni specialistiche a base provinciale e interprovinciale con particolare riferimento alla sterilità maschile; b) sostegno, e quindi assegnazione di mezzi e di personale, per la realizzazione di un progetto pilota sulla fecondazione arti ficiale tramite Fivet e Gift presso il Servizio di Fisiopatologia della riproduzione dell ’ università di Bologna. Tale progetto dovrà po tersi caratterizzare come ricerca-intervento in grado di assicurare, oltre ovviamente alle attività cliniche citate, anche conoscenze sulla peculiarità della domanda, sui percorsi e sui nodi socio-sani tari e infine dovrà fornire ipotesi per una messa a punto di mo delli operativi anche per quanto attiene una presa in carico quali ficata sul versante psico-relazionale; c) promozione, nell ’ ambito del piano triennale «ricerca finaliz zata», di indagini di tipo clinico su aspetti peculiari della sterilità, della abortività spontanea e delle malformazioni congenite, nonché promozione di una ricerca sociale su «La domanda di riproduzione tecnologica in Emilia Romagna: indagine sugli aspetti sanitari e psico-sociali della richiesta e sulla risposta dei servizi». Si intende, ovviamente, servizi pubblici e servizi privati. Quest ’ ultima ricerca, già in fase di progetto e che intendiamo avviare quanto prima (sicuramente nei primi mesi del prossimo anno), dovrà consegnarci un panorama aggiornato del problema nell ’ ambito regionale, sia per quanto attiene la sua dimensione (domanda, tipologia dell ’ utenza, motivazioni, servizi coinvolti e percorsi socio-sanitari) sia per quanto attiene più complessivamen te l ’ impatto sociale delle nuove tecnologie della riproduzione sulla cultura della filiazione, sia infine, per quanto attiene la legittima zione sociale in ordine alle diverse tecniche e metodologie. Non starò certo ad illustrare in questa sede il piano dettagliato,

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