Transizione 1989
1° quesito - Quali funzioni devono essere svolte dal Comitato? Le esperienze cui ci si può riferire evidenziano almeno quattro diversi obiettivi/direzioni di funzionamento. Il Comitato etico ospedaliero può: 1. Formare/sensibilizzare il corpo medico su questioni etiche legate all ’ assistenza sanitaria e alla ricerca; 2. Sviluppare standard o raccomandare «politiche» o dare diret tive su problemi di natura etica; 3. Revisionare, preventivamente, casi individuali in cui siano presenti problemi etici, ed esprimere il proprio parere alle persone direttamente coinvolte, agli organismi direttivi dell ’ ospedale, ecc.; 4. Servire da «foro» in cui affrontare e risolvere conflitti etici insorti tra il personale sanitario, i pazienti e le loro famiglie. In ogni caso, va evitato che il comitato etico si sovrapponga ad azioni legali o giudiziarie, o si sostituisca ai tradizionali «luoghi» di decisione, correndo il rischio di diventare sede di prima decisione rispetto ai problemi di natura biomedica connessi all ’ intervento assistenziale. In sostanza va evitato il rischio di assumersi respon sabilità altrui. 2° quesito - Quali vantaggi si possono ottenere attivando un Comitato Etico Ospedaliero? Rispetto alla funzione di indirizzo e di formazione il Comitato può: — diffondere direttive per certi tipi di casi o procedure: per esempio, politiche per il consenso informato, politiche «do not resuscitate», ecc.; — promuovere momenti di informazione e di sensibilizzazione dei medici e del personale sanitario in generale, rispetto ai pro blemi etici inerenti l ’ assistenza sanitaria. Riguardo alla funzione di revisione preventiva di casi indivi duali, il comitato può: — verificare che tutte le informazioni rilevanti siano state ottenute e comunicate ai decisori, e suggerire eventualmente, se appropriato, altre fonti informative; — identificare i problemi etici (distinguendoli da quelli emo- 331
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