Transizione 1989
un rappresentante dei malati, un insegnante della Scuola di Medi cina e Scienze Umane, uno psicologo. Il Comitato svolge essenzialmente due funzioni: consultiva e formativa. a) funzione consultiva ’ , il Comitato, quale organo consultivo del Consiglio di Amministrazione dell ’ Ospedale, ha lo scopo di proteggere e promuovere i valori della persona umana, discutendo e definendo questioni etiche connesse alle attività scientifiche, assi stenziali, didattiche e amministrative dell ’ istituto e fornendo pa reri o raccomandazioni in proposito. Il Comitato valuterà, quindi, gli aspetti etici della sperimenta zione farmacologica, della ricerca biologica e medica in generale, delle decisioni cliniche, degli interventi terapeutici, del rapporto medico-paziente, del rapporto degli operatori sanitari fra loro e con l ’ istituzione, delle scelte didattiche, delle decisioni economico- amministrative, nei momenti in cui siano in gioco importanti e delicate questioni morali. b) funzione formativa ’ , il Comitato Etico ha anche una fun zione formativa, in forza della quale ispira e promuove momenti di riflessione, di informazione e di sensibilizzazione etica all ’ interno dell ’ istituto, articolato nelle sue quattro aree di attività: assisten ziale, scientifica, didattica, amministrativa. L ’ attività svolta finora dal Comitato Etico del San Raffaele ha dato risultati positivi. Ha costituito una occasione di dialogo fra gli operatori sanitari e uomini di scienze umanistiche, filosofi, giu risti, teologi. Ha iniziato ad abituare i medici a ragionare «ad alta voce» sulle implicazioni etiche dei loro gesti. Indubbiamente la responsabilità totale del gesto medico ricade sull ’ operatore stesso, ma il rendere partecipi altri, non medici, delle prospettive etiche inerenti l ’ esercizio della medicina ha contribuito notevolmente ad affinare l ’ opera del medico e a riconsiderare il malato, anzitutto come persona. In merito alla tematica oggetto di discussione di queste giornate, ritengo che il Comitato Etico possa svolgere un ruolo di guida sia nella impostazione metodologica del lavoro che i Centri addetti allo studio della riproduzione umana devono seguire, sia nell ’ of- frire consulenze su casi singoli. Fondamentali ritengo siano i pro blemi relativi al rapporto fra paziente ed operatore che devono
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