Transizione 1989
comportamento professionale — in quanto non soggetti ad una regolamentazione — abbisognano di essere indirizzati verso forme di esercizio pratico che non collidano con i diritti delle persone e della collettività 4 . L ’ autodisciplina e l ’ autoregolamentazione possono non essere sufficienti a garantire il corretto svolgimento della professione. Infatti ogni nuova conoscenza o innovazione tecnica può indurre alla adozione di trattamenti il cui significato morale deve essere preliminarmente indagato e valutato; questo studio non può essere lasciato alla coscienza ed alle scelte individuali e comunque richiede riflessioni ed approfondimenti i cui risultati debbono essere offerti alla considerazione generale. Una prima risposta alla comune richiesta di indirizzi generali di comportamento, di modo da garantire il rispetto dei principii universalmente accolti e sanciti dalla Carta dei Diritti dell ’ Uomo e, per il nostro Paese, dalla Costituzione repubblicana, è rappresen tata — oltre che dai Codici Deontologici — dalle Carte elaborate dalle Associazioni mediche internazionali, e che vanno sotto il nome di Carta di Helsinki e di Tokio, e dalle Associazioni mediche nazionali ed internazionali, di solito relative a specifici problemi 5 . Dato il carattere di questi indirizzi, non vincolante e talvolta distante dalle realtà nazionali o locali, ma soprattutto in ragione della necessità di porre a confronto concreti problemi di esercizio professionale con altrettanto concrete esigenze di tutela dei diritti personali, il richiamo a dettati di comportamento di indole gene rale non ha soddisfatto la comune richiesta di verifica. Si è stati indotti per questo a ricorrere alla costituzione di orga nismi consultivi, investiti della responsabilità di fornire risposte o possibili soluzioni ai problemi di natura etica o deontologica di volta in volta sollevati dalla acquisizione di nuove conoscenze, dalla messa a punto di nuove procedure, dalla introduzione nella pratica di metodiche comunque capaci di interferire sullo stato sanitario — umano od ambientale — , dal sorgere di situazioni conflittuali di natura medica tra interessi individuali e collettivi 6 . La costituzione di questi organi consultivi, ai quali si è data più spesso la denominazione di comitati etici, si è realizzata seguendo percorsi diversi ma sostanzialmente riconducibili a due distinti orientamenti: quello che ne considera la formazione con funzioni di consulenza della Autorità sanitaria centrale o quello che ne prevede la formazione per iniziativa dello stesso 345
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