Transizione 1989
corrispondenza tra diritti delle persone ed esercizio delle attività professionali. Da un punto di vista pratico potremmo considerare equivalenti gli indirizzi etici e deontologici espressi da tutte queste Autorità e non vi sono motivi per dubitare che, esprimendo giudizi di carat tere generale seppure non avulsi dalla realtà professionale, questi Comitati etici abbiano saputo fornire indicazioni sicuramente non influenzate da considerazioni dettate da opportunismi settoriali 8 * 9 . Certo la presenza preponderante nei Comitati degli esercenti le professioni sanitarie rappresenta un motivo di prudente valutazione del loro operato, anche se non sembra possibile pensare a Comitati in cui la competenza dottrinale, la conoscenza tecnica, l ’ esperienza umana dei Sanitarii sia in qualche modo e misura sostituibile. E tuttavia la condizione che fa di questi Comitati dei semplici organi di consulenza delle Autorità rappresenta un ulteriore motivo di fiducia nella loro attività, considerato che questo tipo di rapporto lascia i Comitati liberi nella valutazione dei temi affrontati e l ’ Autorità libera nella adozione delle decisioni conseguenti. L ’ indisponibilità della Autorità sanitaria a costituire Comitati Etici e la esigenza di salvaguardare sia l ’ esercizio professionale da possibili deviazioni verso forme di attività discutibili sul piano etico e deontologico, che comprometterebbero l ’ immagine pubblica e la dignità della professione, sia gli interessi delle persone assistite nei riguardi di possibili violazioni dei diritti soggettivi, rappre sentano gli elementi che negli ultimi anni hanno condotto alla formazione di Comitati Etici od organismi equivalenti, per inizia tiva o delle Categorie Professionali ovvero delle rappresentanze degli utenti dei servizi sanitarii. Più frequentemente iniziative di questo genere sono state as sunte da strutture sanitarie di tipo ospedaliero 10 , il più delle volte sollecitate dalla necessità di chiarire — anche all ’ interno della struttura sanitaria — la portata di nuove tecniche, di procedure sperimentali, di pratiche mediche inabilitanti o gravemente a ri schio, avendo come obiettivo primario quello di garantire la sicu rezza dei loro interessi e la tutela dell ’ immagine dell ’ Ente; non sono mancati però, esempi di violazioni delle decisioni dei Comitati — nell ’ ambito dello stesso Ente — per motivazioni legate ad '«esigenze» di carattere scientifico e tecnico (come nel caso dell ’ im piego dei primi cuori artificiali) oppure per non dissimulati inte 347
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